VISITATORI:

Defibrillatore & Bambino
Font

Ecco come fare ad avere corsi per maestre e un defibrillatore nella scuola di vostro figlio. Sono sempre di più le maestre che comprendono l’importanza di essere formate davvero a saper intervenire in maniera professionale (come all’estero), e si sono accorte che il Corso di Primo Soccorso che è dedicato a loro (e neppure a tutte ma solo alle responsabili) non solo è ancora con linee guida "antiche”, ma privo di rianimazione cardiopolmonare, manovre di disostruzione pediatriche e uso del defibrillatore.

Dopo i fatti accaduti recentemente, dove diversi bambini hanno perso la vita per non aver avuto un primo soccorso in grado di fare la differenza da parte di chi era accanto a loro, le coscienze cominciano a... scuotersi.
Le maestre si cominciano a rendere conto che la preparazione di base che è stata pensata per loro è inefficace, inefficiente e obsoleta.
Non vi sono training con manichini pediatrici di diverse età e non sono obbligate a fare il bls , alla base di ogni soccorso.

Emerge quindi il BISOGNO di SAPER INTERVENIRE in caso di bisogno reale, e non parlo solo delle manovre di disostruzione, ma tutto quello che orbita intorno al primo soccorso (quello vero): crisi epilettiche, shock anafilattico, bambini cardiopatici o a rischio, diabetici gravi, con patologie di rallentamento delle deglutizione e tanto altro. Purtroppo molte scuole pubbliche non hanno né fondi per i corsi (quelli fatti bene costano) né per acquistare un Defibrillatore anche con piastre pediatriche. Allora ecco che alcune maestre si mettono in moto insieme a genitori caparbi ed illuminati.

Mi scrive Piera, una maestra di una scuola elementare pubblica. La sua lettera è utile e aiuta a capire come muoversi: "Gentile Dottore, è da qualche anno che io e le mie colleghe seguiamo il suo sito e apprendiamo importanti nozioni, tecniche e modalità di comportamenti da mettere in atto in caso un bambino si trovi in difficoltà. Leggere i suoi articoli, i suoi post ha fatto emergere il bisogno di maggiore sicurezza e di avere non solo corsi di Primo Soccorso di qualità, ma anche essere abilitate alle manovre di rianimazione, disostruzione e uso del defibrillatore.

Questo perché oltretutto la nostra scuola dista parecchio del primo ospedale e quindi per noi è fondamentale avere un presidio immediato che possa aiutarci ad... aiutare. E’ accaduto lo scorso anno, quando nel momento di organizzare la raccolta dei soldi per il regalo a noi maestre di fine anno, abbiamo proposto di farci donare un defibrillatore e 8 corsi BLSD-PBLSD per essere delle professioniste vere in grado di intervenire.

All’inizio alcune mie colleghe non erano tutte d’accordo, erano spaventate dall’idea di dover fare qualcosa per cui non erano preparate, ma poi visto l’entusiasmo dei genitori si sono convinte... e poi era su base volontaria. Abbiamo quindi ottenuto di ricevere in donazione un defibrillatore con piastre pediatriche ed adulto e 8 di noi (come volontarie) si sono offerte per diventare operatori P-BLSD.

Il costo diviso per tutti i genitori è stato molto contenuto, e per noi invece di ricevere il "solito" regalo di fine anno, siamo state contente di diventare quel cambiamento che tanto in cuor nostro avremmo voluto vedere negli altri.
Oggi la nostra scuola è un esempio sul territorio e molte altre hanno seguito il nostro esempio anche con l’aiuto dei comitati di quartiere e persone di buona volontà, e speriamo che altri facciano lo stesso. A volte... ci vuole poco.

La lettera di questa maestra è uno spunto di riflessione, è un segnale di come cambiano i tempi e di come il bisogno stia emergendo in tutta la sua forza.
Mi auguro, e vi auguro, di trovare l’energia e la forza per mettere in moto progetti come questo, che di fatto non richiedono una spesa da parte di una unica persona, ma quando si muove la collettività gli sforzi sono accomunati e ogni piccolo nucleo familiare potrà fare la sua parte.

Sogno quindi un mondo dove ogni bambino sia SEMPRE e OVUNQUE protetto da una società consapevole che è consapevole che il valore della vita non è fine a se stesso ma ci appartiene nel più profondo.