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Soffocamento e Rianimazione
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Il compito dei programmi di sanità pubblica comunitari dovrebbe essere quello di fornire informazioni di prevenzione e primo soccorso al soffocamento per tutti i fornitori di assistenza all'infanzia.

E’ d’obbligo il condizionale perché c’è ancora molto da fare in questo campo in tutto il mondo, e quindi diventa fondamentale fornire informazioni precise e specifiche per le diverse età. Questa affermazione è supportata purtroppo dal numero di incidenti mortali che continuano ad avvenire in ogni dove.

Vediamo insieme un semplice schema suggerito da linee guida internazionali

Raccomandazioni per età per prevenire il SOFFOCAMENTO nei PRIMI DUE MESI di vita:

  • Evitare qualsiasi giocattolo fragile, smontabile e di diametro inferiore ai 4,5 cm.
  • Utilizzare ciucci costituiti da un solo pezzo e sostituirli almeno ogni due mesi.

Da 4 a 6 mesi
Continuare a prendere tutte le misure di prevenzione di cui sopra, inoltre:

  • prevenire continuamente il rischio di soffocamento in casa, aspirando o pulendo i pavimenti spesso;
  • stare particolarmente attenti in presenza di visitatori e bambini più grandi.

Da 6 a 12 mesi
Continuare a prendere tutte le misure di prevenzione di cui sopra, inoltre:

  • sorvegliare i neonati durante il pasto;
  • scoraggiare i fratelli maggiori a dar da mangiare ai fratellini minori;
  • considerare il passaggio ad un anello di dentizione, se il bambino inizia a masticare il ciuccio;
  • controllare i pavimenti, il sotto dei mobili, tra cuscini del divano o poltrona dove si potrebbero nascondere oggetti rischiosi per il soffocamento, soprattutto dopo una festa;
  • riporre i giocattoli per bambini più grandi in un luogo separato e inaccessibile ai bambini più piccoli;
  • verificare e rispettare tutte le raccomandazioni di sicurezza presenti nelle etichette dei giocattoli.

Da 1 a 4 anni
Continuare a prendere tutte le misure di prevenzione di cui sopra, inoltre:

  • evitare giocattoli magnetici;
  • assicurarsi che i giocattoli con batterie siano installati correttamente e non accessibili al bambino;
  • non fargli utilizzare palloncini in lattice;
  • incoraggiare la prevenzione a tavola: rimanere seduti mentre si mangia, non parlare con il cibo in bocca, masticare bene prima di deglutire, non giocare mentre si mangia.

Concludendo possiamo affermare che la parte trattata in questo articolo è parte integrante di quella che chiameremo PREVENZIONE PRIMARIA, ma che si integra sempre con la PREVENZIONE SECONDARIA: cioè imparare ad intervenire in caso di bisogno con le manovre corrette.
Viene proprio dagli USA la raccomandazione ufficiale a frequentare corsi di PRIMO soccorso Pediatrico.

I genitori, i nonni e tutti gli operatori a contatto con i bambini devono essere incoraggiati a imparare anche a mantenere le loro conoscenze di rianimazione pediatrica, frequentando corsi e retraining annuali. Queste raccomandazioni diventano obbligatorie quando ci dovessimo trovare dinanzi ad un bambino a rischio.

Si definisce “bambino a rischio” quel bambino che ha più possibilità di imbattersi in un incidente da soffocamento: sindrome di down, disfagia, autismo, rallentamenti del sistema neurologico, anginofobia, tetraparesi, etc,etc,etc. In questi casi è un obbligo morale e sociale formarsi in tal senso.

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