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Soffocamento e Rianimazione
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Una delle prime cose che mi colpì quando iniziai a studiare la rianimazione cardiopolmonare nel paziente pediatrico fu il fatto che un bambino sia che abiti in Norvegia, in Canada che in Papuasia o in Honduras nel momento in cui qualche alimento pericoloso o qualche oggetto indesiderato gli occludeva le vie aeree...

...faceva SEMPRE ed OVUNQUE lo stesso gesto: metteva subito le mani intorno al collo.

Questo è un gesto atavico, un gesto automatico di difesa. Non ci si pensa ma viene fatto in maniera istintiva e quindi è insito nelle reazioni automatiche che l’essere umano mette in atto quando si trova in pericolo.
Da qui nasce negli Usa nel secolo scorso il “quadretto” appeso nei ristoranti dove sotto ad un disegno di un uomo con le mani intorno al collo c’è scritto “ se vedi qualcuno che mentre mangia fa questo gesto...esegui subito la manovre di Heimlich”...e salvagli la vita aggiungerei io.
E’ talmente sicuro che questo gesto si fa solo in certi casi che, addirittura si viene autorizzati a “mettere le mani addosso a qualcuno mentre mangia”.
Non esiste margine di errore.
Questo segno lo troviamo nel bambino e nell’adulto e non nel lattante, perché ancora non è in grado di eseguire questo atto, per una assenza di coordinamento.
Allora ecco che chi fa il corso di Manovre di Disostruzione e Primo Soccorso Pediatrico (Corso di Primo Soccorso Domestico), la prima cosa che impara è RICONOSCERE una persona che sta soffocando.
Si dice che “ognuno vede ciò che conosce “ e quindi se ho dentro di me certe informazioni...nel momento in cui mi dovessi trovare dinnanzi ad una persone o un bambino in difficoltà, saprei riconoscerlo dopo...due secondi.
Gli altri ci arrivano dopo 12,16 secondi che sono...una vita.
E spesso è troppo tardi.
E quindi fissiamo bene nella nostra mente i segni che possono darci una “allerta”, condividiamoli con i nostri familiari ed amici.
Se avete piacere potete anche richiedere gratuitamente 10 poster semplicemente scrivendo a:
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Esiste solo una condizione da rispettare: quella di condividere questo messaggio con amici e familiari, con la scuola dei vostri figli o nipoti.
Solo cosi riusciremo tutti ad essere parte di questo grande messaggio di vita , che dove arriva protegge davvero la vita di un bambino e non solo.

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