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Cucina Sicura
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Parliamo della frutta: dare da mangiare una ciliegia ad un bimbo entro i 36 mesi, può essere pericoloso? Vediamo insieme quali precauzioni mettere in atto per proteggere la vita di nostro figlio.

L’antico detto dei nonni che recitava “ una ciliegia tira l’altra” è un vecchio adagio che tutti abbiamo di certo sentito qualche volta, ed è vero. La ciliegia è un frutto gradevole, dolce, nutriente, mangiata fresca di frigorifero riesce a dare dipendenza quasi al pari del cioccolato.
Alcuni di noi forse da piccoli sono saliti anche su qualche albero e ne sono scesi dopo una quarantina di minuti e non prima di averne consumato in compagnia di qualche amichetto, un paio di chili. Siamo stati tutti miracolati ?
Come mai non siamo morti tutti ?
Forse un tempo a queste notizie non si faceva caso perché se moriva un bambino soffocato si parlava di tragica fatalità?
e’ sceso l’angioletto a proteggerci?
La risposta è..forse.
In realtà ognuno di voi potrà digitare su google le parole “ bambino ,soffoca,ciliegia,nocciolo” per far uscire una serie di articoli che mai e poi mai ci potevamo immaginare.
NON sono pochi i bambini che hanno perso la vita mentre mangiavano una ciliegia.
Purtroppo.
Ricordo tempo fa un articolo di un giornale del nord italia, dove una anziana nonna in vacanza con la nipotina dimeno di 18 mesi, che purtroppo vide la piccola smettere di respirare per colpa del ...nocciolo,davanti a lei senza che potesse e sapesse fare ...le manovre giuste.
Le ignorava.
La bambina è volata in cielo e la nonna potete immaginare che vita ha vissuto dopo quel giorno.
Ma cosa è successo?
Cosa poteva fare la nonna per evitare un incidente inaspettato ?
La risposta è sempre la stessa: ASSENZA TOTALE di conoscenza.
Conoscenza di PREVENZIONE PRIMARIA ( cosa fa male, cosa è pericoloso, cosa espone un bimbo a dei rischi soffocamento, cosa dare ed a quale età), e della PREVENZIONE SECONDARIA ( se non hai fatto un corso PRATICO non saprai intervenire e mettere in atto le manovre con precisione, determinazione e competenza.
Molti genitori dicono “ ma tanto succede sempre agli altri”, ma come mi ha detto una volta un papà che ha perso la sua amata bambina di nome francesca,” gli altri...siamo noi”.
E dopo tutti fanno riflessione sul fatto che avrebbero potuto dedicare un pomeriggio per avere strumenti CERTI e PROFESSIONALI per saper intervenire.
Oggi in questa sede possono solo iniziare a darvi nozioni di PREVENZIONE PRIMARIA perché si basa sulla teoria.
Ecco i 10 consigli da memorizzare per ridurre i rischi :

1. la ciliegia ha fatto delle vittime tra bambini soprattutto entro i 36 mesi.
Questo è un dato di fatto. Quindi non demonizzare i cibi, la frutta o la verdura ma impariamo insieme a SOMMINISTRARLA nel modo corretto e non solo noi: anche le persone a cui lasciamo il bambino.

2. NON lasciamo MAI nostro figlio piccolo ( attenzione MASSIMA sotto i 3 anni dove la mortalità per incidenti arriva al 67,4% per poi precipitare al 24,9% da 3 anni e 1 giorno in poi !!! ) con persone non INFORMATE e FORMATE su cosa dare da mangiare, COME e soprattutto che non abbiano seguito un corso specifico con attestato e prove pratiche sulle manovre di disostruzione pediatrica e rianimazione cardiopolmonare ad esso collegato. Perché nel caso in cui le manovre fallissero ( per vari motivi,e se vuoi saperne di più cerca l’articolo su cosa fare se le manovre falliscono) l’unica speranza di salvarlo è che la mamma, la baby sitter , i nonno abbia seguito un corso studiato proprio per loro ( non sanitari) e che con il massaggio cardiaco “fermi il tempo”.
3. tenere sempre sotto osservazione un bambino che mangia ( soprattutto se entro i 36 mesi)
4. non permettere di andare in giardino a mangiare da solo le ciliegie ma con un adulto al suo fianco e non permettere di mangiare mentre corre, gioca, canta, ride, è in macchina di dietro sul seggiolino, cammina, è sull’altalena, entra nei gonfiabili o peggio...corre al parco giochi.

5. impedire che il pasto con la frutta diventi . quando i bambini sono insieme, momento di gioco e si perda la concentrazione sulla masticazione, magari giocando mentre mangiano
6. dedicare del tempo per spiegare al bimbo l’importanza della masticazione. Essere piccoli non vuol dire essere scemi. Capiscono tutto ...eccome. E se anche non dovessero capire...non fa nulla, la sicurezza prima di tutto.
7. controllare la qualità ed evitare quelle più dure e “scrocchiarelle”: meglio quelle di qualità più morbida, sono più facilmente frammentabili
8. potendo scegliere la qualità preferire quelle più mature e non troppo grosse
9. tagliare con il coltello a fettine la ciliegia se il bambino è troppo piccolo o se ha difficoltà di deglutizione o se ha avuto diversi episodi di ostruzione ( 2 episodi reali e testimoniati in un anno dovrebbero farci alzare le antenne). Comunque farlo di prassi non è da “genitore ansioso” ma da genitore molto attento, e le attenzioni con i piccoli non sono MAI abbastanza.
esiste un articolo che si trova in farmacia di nome NUBY che nei primi mesi di vita nelle fase dello svezzamento alcuni genitori lo usano e sono più tranquilli. E’ una specie di retino di sicurezza dove inserire gli alimenti per evitare inalazioni accidentali ,dove è possibile inserire dentro la frutta tagliata a pezzi e il piccolo può succhiare la polpa in tranquillitò ma non ingoia di fatto i pezzetti di frutta intera, pur venendone a contatto. Su questo argomento sono intervenuto più volte e alcuni genitori lo usano anche quando escono i primi dentini tagliando la frutta a pezzetti, mettendola nel surgelatore, poi una volta freddata la inseriscono dentro al retino e questo –dicono-lenisce il dolore dei dentini che escono nei primi mesi sempre con un pochino di dolore. Questo permette una riduzione della salivazione che poi se finisce nell’apparato gastro intestinale in quantità eccessiva ( dice sempre il mio amico e pediatra di famiglia da 25 anni Dott. Francesco Pastore) sono causa di diarrea. Altri genitori, questo Nuby, lo sconsigliano perché dicono che il bambino ha una difesa naturale: il riflesso automatico al vomito in caso di bisogno, e che questo li penalizza nella crescita psicologica. Premesso che i genitori che hanno perso un bimbo a pochi mesi per un pezzo di frutta forse avrebbero voluto poterlo avere a casa di certo, premesso anche che di solito si usa per qualche mese ( e non fino a 4 anni ),io mi limito solo a constatare che ognuno può decidere ( piuttosto che NON dargli la frutta fino a 17 anni come qualcuno vorrebbe fare) che è meglio fargli conoscere nuovi gusti, prendere vitamine naturali...piuttosto che in pasticche.
Questi che avete letto NON sono la bibbia, non sono validi per tutti i bambini ( infatti alcune patologie che interessano i riflessi della deglutizione, la macroglossia dei bimbi con la sindrome di down , bimbi che soffrono di autismo, nelle paresi e nelle paralisi etc etc etc) ma dei consigli che di certo possono ridurre il rischio e comunque aprire gli occhi sul tema della sicurezza a tavola che in Italia comincia ad essere riconosciuta.

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