VISITATORI:

CSR & BCorp
Font

Le rivoluzioni culturali non sono mai veloci e sono per definizione lunghe, ma quello che stiamo osservando in questi ultimi anni è un aumento di interesse straordinario verso tematiche etiche e di sostenibilità all’interno di  aziende multinazionali e grandi gruppi.

Le grandi aziende hanno iniziato negli anni ’60 ad immaginare che la cura del dipendente, della sua famiglia, della società, non solo avrebbe avuto un “impatto sociale” rilevante, ma avrebbe reso migliore l’Azienda stessa ed il suo “Brand”.Parliamo quindi di una attività etica che oltre a formare il personale, ha il potere di rendere migliore la società e proteggere la vita di molte persone.Nasce così una primordiale Corporate Social Responsibility, quella che noi chiamiamo Responsabilità Sociale di Impresa e

che in molti iniziano a chiamare CSL, ovvero “Corporate Social Leadership”. La prima volta che ho sentito parlare di “CSL” è stato tempo fa presso la Multinazionale ORACLE direttamente dalla viva voce del Ceo Carlota Alvarez Pedreira, e ne rimasi molto colpito per il suo concetto intrinseco.

Spiegò con grande capacità comunicativa che  oggigiorno oramai tutti sono “responsabili”, ma pochi sono davvero “Leader” o meglio ancora “Trend Setter”.Ero presso la Oracle proprio per una attività di formazione dei dipendenti che si articolava in due programmi: formazione/certificazione BLSD-PBLSD di alta qualità a tutti gli “RSPP”, ovvero ai dipendenti responsabili della sicurezza dei vari stabili sul territorio nazionale, e corsi di “manovre di disostruzione e taglio alimenti in sicurezza per bambini” secondo nuovo linee guida, con annesse le manovre di rianimazione con manichini digitali di nuova generazione di ogni età rivolta a tutti gli altri.

 Mentre il primo corso era previsto perché obbligatorio per legge e con rilascio di certificazione Blsd 118 regionale, ed anche in questo caso ci fu una differenza che puntava alla qualità: la Ceo decise di autorizzare anche la formazione pediatrica all’interno del corso, per dotare ogni dipendente anche della protezione in famiglia e “sociale”… nonostante negli spazi lavorativi non vi fossero bambini. Possiamo definirlo un “plus” importante di CSR,  e che in alcuni casi di emergenza, potrebbe fare la differenza.

 Per gli altri dipendenti è stata data l’opportunità e la possibilità di iscriversi e seguire il corso che potesse insegnar loro come proteggere il proprio figlio o nipote, imparando non solo le manovre di disostruzione pediatriche, ma anche come apprendere le nuove direttive internazionali e nazionali del Ministero della Salute (ndr: emanate a Luglio 2017) .Imparare a riconoscere e ad evitare di somministrare alimenti pericolosi ad un bambino da ZERO a QUATTRO anni, costituisce il primo anello della catena della sopravvivenza, ovvero la prevenzione primaria.

Nei questionari di gradimento successivi a questa esperienza vi sono stati apprezzamenti molto importanti e positivi, infatti anche la “call to action” finale di portare all’asilo dei propri figli i poster ed i manuali consegnati in doppia copia, hanno avuto il loro peso nell’impatto sociale.Uscire dagli schemi, innovare e rinnovare il senso sociale di protezione del valore della vita, sono solo alcuni degli strumenti che vengono riconosciuti come realmente utili non solo a livello personale, professionale, ma sociale e familiare. Ed ecco quindi sempre più crescere il concetto del triplo impatto”:

Professionale: dove tutti i dipendenti potenzialmente possono salvare un bambino e non solo, Familiare: in modo che la propria famiglia sia un luogo sicuro per i bambini,Sociale: al supermercato, in vacanza, a scuola, in ogni luogo le persone preparate posso essere in grado di fare la differenza in caso di bisogno.

Negli Stati Uniti, nella città di Seattle, un progetto di formazione di tutta la popolazione nato negli anni ’80 ha fatto in modo che oggi esista un tasso di mortalità per arresto cardiaco dello 0,04%, fuori da ogni media mondiale.

Questo ci porta ad una riflessione obbligata: ci sono grandi aziende e multinazionali che hanno compreso non solo il valore della formazione, il fatto di occuparsi dei dipendenti in maniera fattiva e concreta, ma anche la cura del BRAND attraverso innovativi progetti che riescono a toccare nel profondo il cuore di ogni dipendente; e questo può certamente accadere quando parliamo di BAMBINI e SALUTE.

Se poi a questi concetti aggiungiamo il fatto che questo tipo di attività rientra nel “bilancio sociale” o report CSR (rendiconto della corporate social responsibility) rappresentando il documento con il quale un'organizzazione, che sia un'impresa o un ente pubblico o un'associazione, comunica periodicamente in modo volontario gli esiti della sua attività, non limitandosi ai soli aspetti finanziari e contabili.…possiamo davvero dire che il mondo stà cambiando velocemente ed a volte… in meglio!

La conoscenza….fa la differenza, e 

Chi Salva un bambino…Salva il Mondo Intero!

 

Per maggiori informazioni: Dott. Marco Squicciarini
(Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)

BLOG COMMENTS POWERED BY DISQUS