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CSR & BCorp
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Un interessante trend internazionale che proviene dagli Stati Uniti stà portando in Italia una ventata di novità e di messaggi interessanti.

Multinazionali, grandi Aziende, Corporate stanno inserendo nei loro piani di business, nei planning nelle attività centrali messaggi diversi da quelli che vedevano anni or sono.

Possiamo definirla una tendenza imprenditoriale USA, per chi è convinto che il profitto non sia incompatibile con l'aspirazione a cambiare il mondo.
Sono definite "benefit corporation", familiarmente chiamate B Corp, imprese che utilizzano il business come insieme di azioni per affrontare, migliorare e risolvere problemi sociali e ambientali.

Negli USA, dove questo fenomeno si sta diffondendo a macchia d’olio, l’espressione benefit corporation identifica quelle imprese che aumentano le proprie responsabilità al rispetto e all’interesse per i propri dipendenti, i consumatori, la collettività e l’ambiente.

L’azienda smette di preoccuparsi soltanto dei suoi profitti e si impegna a generare il benessere di tutti gli individui coinvolti nel processo. Non parliamo solo di prendere occasionalmente impegni etici e di seguire le regole della Corporate Social Responsability, ma di FARE DEL BENE com principale impegno societario. Un conto è impegnarsi a fare ogni tanto qualcosa, e un altro è acquisire una identità e forma giuridica che nascono e si basano su regole etiche, creando cosi’ un impatto etico nel mondo.

Questo potrebbe davvero essere un PRIMO PASSO reale per cambiare il mondo, generando una economia nuova e sostenibile. In diversi stati USA questa forma giuridica è riconosciuta, e questo è un buon inizio.
Biologico, equo, solidale, sostenibile, solidarietà.

Ed è da queste considerazioni, e dagli obiettivi che la CSR (Corporate Social Responsability) si pone nelle multinazionali che vorrei fare una riflessione: perché non inserire anche un messaggio di protezione della Vita di un bambino?
Perché non accogliere nelle progettualità del People Care e HR la possibilità di insegnare ai neo genitori-dipendenti, ai neo-nonni-dipendenti, ai neo-zii dipendenti le manovre per salvare un bambino e... non solo?

In questi 12 anni di grande lavoro di volontariato dedicato alla diffusione di manovre di disostruzione ho incontrato molte grandi Aziende che hanno deciso di fare una azione come questa: organizzare mass-training all’interno dell’Azienda dove i dipendenti sono stati coinvolti a partecipare a incontri regolari teorico.pratici dove imparavano con attenzione a salvare un bambino in caso di ostruzione, di soffocamento, la gestione del rigurgito, l’arresto cardiaco improvviso, l’uso del defibrillatore.

Questo veniva da subito percepito come un GRANDE VALORE AGGIUNTO per tutti: per l’Azienda che lo erogava, per il dipendente che lo riceveva, per la famiglia che veniva protetta, per il sneso di appartenenza che il dipendente percepiva, e soprattutto per la percezione di aver ricevuto un dono prezioso: quello di aver compreso come salvare un bambino in caos di bisogno.

Poi però accadevano anche cose straordinarie: chi imparava questo per il proprio figlio, chi imparava a fare la rianimazione cardiopolmonare, e ad utilizzare il defibrillatore PARTENDO dalla protezione della Vita di un BAMBINO, allora accettava con consapevolezza di mettersi a disposizione ANCHE in Azienda qualora ve ne dovesse essere bisogno.

Ovviamente da azienda ad azienda le cose cambiano, e sono sempre stato pronto a modificare , ad interpretare ed a sviluppare nuovi progetti per chiunque ne avesse bisogno.
E allora mi viene in mente un antico adagio che recitava così: "il bene porta sempre il bene, e l’energia ha coscienza, e quindi... tutto torna.."
Ed è stato così che grandi Aziende che avevano i RSPP (responsabili sicurezza interna) che NON volevano imparare ad usare il defibrillatore, che avendo visto che 40 persone nell’azienda lo avevano fatto di propria sponte, si sono visti... costretti ad accettare il fatto di abilitarsi anche loro all’uso del defibrillatore e le manovre di Rianimazione ad esso connesse.

Tutto questo per poi rendersi conto che, lo strumento che avevano dribblato per molto tempo perché ancora non obbligatorio per legge.. era comodo anche per loro e la loro famiglia.
L’importante... è arrivarci.

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